Ciao, ti scrivo mentre nella mia zona si è appena verificata una (nuova) forte scossa di terremoto che ha reso un pò troppo movimentata la mia giornata lavorativa
Vabbé una battuta mediocre tanto per sdrammatizzare…
Oggi parliamo di pianificazione finanziaria. Infatti, trovo ancora molto spesso nelle persone che incontro, la diffusa tendenza di gestire il proprio risparmio in modo generico, spesso in unica tipologia di strumento, senza avere ben chiaro il fine o i fini, per cui si sta accantonando e/o “gestendo” il proprio risparmio personale. Un “malloppo” indiviso, insomma.
Questo non è un cavilloso puntiglio da addetto ai lavori, bensì uno dei più classici e diffusi errori e fonte di “perdite di denaro”, riscontrabili nel mondo del risparmio.
Perché? perché è l’antitesi della corretta pianificazione finanziaria. Tu sai che considero il denaro un “mezzo” per vivere la vita che desideriamo. Non è mai un “fine”. Già è complicato raggiungere i propri obiettivi quando vengono accuratamente pianificati, figurarsi se si va a casaccio senza un’attenta “programmazione” del proprio “navigatore fianziario”
Ti faccio un esempio: immagina di avere solo un abbigliamento per tutto l’anno, di affrontare quindi le diverse stagioni con gli stessi capi, che ci sia freddo o caldo, secco o umido. Te lo immagini? se sei una donna poi, figurarsi! Pensa di non avere la possibilità di coordinare i vari colori e accessori
impensabile no?
Stesso discorso per l’ambito finanziario. Come puoi scegliere l’investimento “giusto” se non “conosci ” il “traguardo” da raggiungere? E’ come fare un viaggio senza conoscere la destinazione: qual’è il mezzo più idoneo?
L’investimento per un bambino di 3 anni, con l’obiettivo degli studi
universitari, sarà differente dalla soluzione per gestire la liquidità che ti servirà tra 3 mesi per comprare casa?
Ovvio che si! ti sembrerà banale ma la mia esperienza pluriennale mi dice che i clienti tendono a fare scelte di investimento per “prodotto” (o rischio/rendimento) , e non per “esigenza”.
Questo non consente di scegliere la “squadra” giusta di soluzioni di investimento per essere “tranquilli”. Qual’è il rischio se non si opera come ti spiegherò tra qualche riga? sono due i rischi che si corrono e sono agli antipodi: il primo è quello di far lavorare il proprio denaro in modo inefficiente con rendimenti al di sotto delle potenzialità che si potrebbero sfruttare, se si ragionasse per l’appunto, per obiettivi.
Un classico esempio è di chi tiene in questo periodo gran parte o tutto il proprio patrimonio sui conti deposito, a cui dedicherò un articolo prossimamente, che rispetto ad altre soluzioni, rendono di meno.
Il secondo errore, all’altro estremo, è di investire “tutto” per massimizzare i rendimenti, magari a lungo termine, correndo il rischio di dover disinvestire in perdita, di fronte ad esigenze di cui si poteva tenere conto con ampio anticipo, ma per le quali non si è fatta una corretta e specifica pianificazione a priori.
Per assemblare la nostra “squadra” di soluzioni di investimento (più di una quindi), potremmo prendere spunto da una pellicola del 2004 a cui sono molto affezzionato: Miracle. Una trasposizione molto emozionante della storia vera della nazionale USA di Hockey ai giochi olimpici invernali dell’ 80 allenata da Herb Brooks, interpretato da uno strepitoso Kurt Russell. La nazionale USA, di gran lunga inferiore a quella dei temutissimi campioni dell’URSS, vince in modo in aspettato la medaglia d’oro proprio nella finale con i sovietici. In un passaggio chiave del film l’allenatore dice: “…non voglio i giocatori migliori…voglio i giocatori giusti…”.
Devi cercare l’investimento “giusto” cercando la soluzione “migliore”, per quella specifica esigenza.
Veniamo al sodo. Ecco le 6 aree di bisogno e i rispettivi orizzonti temporali. Non devi interpretarle come scolpite nella roccia, ma ti possono dare un utile orientamento, nella tua pianificazione finanziaria che potrai fare con il tuo financial planner (il nome anglosassone di chi fa il mio mestiere)
1) la liquidità. E’ il primo “piano” del nostro “palazzo”. Non si dovrebbero fare investimenti se questo “cassetto” non è adeguatamente “riempito”. Quanto tenere in liquidità? dipende. Una regola efficace è legata all’età. Più si è giovani e più il ciclo di vita consente di far lavorare i propri risparmi meglio, e sul lungo termine, e di ridurre questa parte del patrimonio. Più si tende alla terza età invece, e più questo “serbatoio” va aumentato. Rientrano nella liquidità, non solo i depositi del conto corrente, ma anche soluzioni con scadenza entro i 6 mesi.
2) la protezione. Secondo piano. In questa parte della pianificazione rientrano le polizze puro rischio. Per me non ha senso costruire grandi patrimoni, senza aver messo al sicuro le “persone” e i “redditi” da loro prodotti. Ovviamente anche il risparmio accantonato per gli “imprevisti” rientra in ques’area, e può avere un orizzonte tra i 36/60 mesi.
3) la riserva. Le risorse, che si ha intenzione di utilizzare entro i prossimi 24/36 mesi, rientrano nella riserva. Un classico esempio è rappresentato dalle esigenze “cicliche” come il cambio dell’auto e/o dell’arredamento.
4) previdenza. Argomento che abbiamo già recentemente approfondito. L’importante è che quest’area non venga mai “toccata”, e che abbia un orizzonte temporale in linea con il proprio “ciclo di vita”. L’obiettivo di rendimento, dovrebbe essere quello di battere almeno, il tasso d’inflazione.
5) l’investimento. Questa è una “macro” area ed è l’asse “portante” del patrimonio su cui i risparmiatori concentrano maggiormente la propria attenzione. In quest’area rienatrano tutti i bisogni legati agli obiettivi più importanti (la casa, lo studio dei figli, il capitale per l’impresa, ecc.). L’orizzonte temporale, solitamente è più lungo di quello della riserva, e “tende” ai 10 anni e anche di più. L’aspettativa di rendimento è la medesima di quanto detto per la previdenza.
6) extra-rendimento. Viene anche chiamata parte “satellite” o “tattica”. E’ la parte del patrimonio, di norma il 10/15%, che viene gestita per cogliere eventuali opportunità che il mercato, in fasi di inefficienza, offre (BTP, argento, oro, bund ecc.).
Ti lascio con un pezzo del film, nella sua fase più “saliente”. Ricordati di lasciare un tuo commento e di chiedermi eventuali chiarmenti. Perché non esistono domande stupide!
Ciao.
8 Commenti a “Miracle…la corretta pianificazione finanziaria”


Perfetto Renato!
Sono ormai anni che non sento più parlare di DIVERSIFICAZIONE e PIANIFICAZIONE degli investimenti partendo proprio dalle esigenze di ciascuno in base all’età, agli obiettivi di spesa considerando gli imprevisti, ecc.
Questi concetti base sono stati travolti dai concetti di “finanza creativa” diffondendo così preoccupazione nei risparmiatori che, secondo loro, sono al sicuro tenendo TUTTI I LORO RISPARMI IN CONTO CORRENTE!!!
A proposito di Miracle… che carica e grinta ha trasmesso il coach????
A presto
Augusta
Grazie Augusta per il tuo commento. Mi piace affidare i risparmi della mia clientela alle regole “classiche” d’investimento, piuttosto che alle più “esotiche” e “creative” teorie, che spesso sono l’ultima moda (prodotto) del momento. Anche se occorre sempre essere aggiornati con le innovazioni “buone”, che negli ultimi anni non sono comunque, mancate. Continua a seguirci.
Bello bello!
Mi piace la schematicità, mi ricorda molto la costruzione degli Obiettivi che si fa utilizzando la Pnl e il Coaching.
Ogni giorno un tassello!
Grazie Giuseppe. In effetti il mio obiettivo è proprio quello di creare una sorta di “dispensa informatica”, con lo scopo di trattare tutti gli argomenti che costituiscono, le basi di una corretta cultura finanziaria.
Non vedo l’ora di leggere l’articolo sui conti deposito, dei quali sono un discreto sostenitore!
Belle anche le “6 aree di bisogno”, adesso me le stampo e ne tengo una copia fissa sulla scrivania!!!
Grazie Fabio! per i conti deposito vediamo se già il prossimo post potrà darti spunti di riflessione…e ti chiedo quali sono i “plus” di questa (non)-soluzione di invstimento, per te?
Considera che mi piacciono perchè probabilmente non conosco molte altre soluzioni e che, sopratutto, sono molto “semplici” e di facile comprensione, cmq grosso modo i PRO di questo sistema sono:
- nessuna spesa di apertura/chiusura/gestione/operazione
- completa gestione autonoma di versamenti/vincoli/reversibilità del depositato
- fondo a tutela massima di circa 100.000€
- laddove si ha la possibilità di avere interessi anticipati per vincoli periodici, la possibilità di avere degli interessi composti
- tasso sicuro anche se basso
Al momento altro non mi viene in mente!
Ah … qui entra in campo la deformazione professioanle, però per fare tutto questo, non mi sono mosso di casa e posso controllare tutto, ma proprio tutto via web!